Intervista di Kevin Howard a Mark Zarzeczny pubblicata sul numero Nadca Ductales di Luglio/Agosto 2020

Mentre continuiamo a convivere con la pandemia del Covid-19, un numero sempre maggiore di operatori delle pulizie aerauliche sta rispondendo ad un numero crescente di richieste di disinfezione e sanificazione delle condutture da effettuare in aggiunta alla pulizia standard al fine di combattere la proliferazione del virus.

Mentre sanificare e disinfettare le condutture aerauliche può sembrare una follia al consumatore disinformato, soprattutto alla luce delle linee guida dell’OMS sulla possibilità di trasmissibilità aerea del coronavirus – in cosa consiste esattamente la sanificazione e la disinfezione dei canali? Proporre servizi di disinfezione e sanificazione delle condutture dell’aria o accettare un lavoro di questo genere comporta un compito delicato per l’operatore preposto e va affrontato con attenzione ed esperienza.

Mark Zarzeczny, ASCS , CVI e Presidente NADCA ricorda che negli Stati Uniti la pubblicità online di sanificanti e disinfettanti per condotte aerauliche non è permessa mentre in altri paesi è possibile fare ricorso a questi canali di comunicazione online per parlare di tecniche di pulizia.

Nel campo dell’igiene aeraulica ci sono chiare normative sull’uso dei prodotti chimici – spesso utilizzati nel processo di disinfezione –. “Molti nel settore si vantano di poter magicamente applicare agenti chimici nelle condutture” afferma Zarzeczny. La sicurezza e la corretta applicazione di questi prodotti stanno alla base di un uso efficace e a norma degli stessi.

Se gli antimicrobici, sanificanti, disinfettanti e fungicidi inclusi, venissero usati in modo improprio rispetto all’istruzioni riportate sull’etichetta, questo negli Stati Uniti sarebbe considerato una violazione delle leggi Federali secondo quanto previsto dal Federal Insecticide, Fungicide and Rodenticide Act (FIFRA).

NADCA ha collaborato con l’EPA (Environmental Protection Agency) ed altri attori per mettere a punto il WHITE PAPER denominato “L’utilizzo di Prodotti Chimici nei Sistemi Aeraulici: Linee guida NADCA” che fornisce ai tecnici igienisti le linee guida sull’applicazione di sanificanti e disinfettanti sui canali. Il documento tratta esplicitamente dell’utilizzo di prodotti chimici durante la pulizia dei sistemi aeraulici, fornisce le linee guida per i clienti ed i tecnici della bonifica. Inoltre offre ai lettori una panoramica sui prodotti e le tecniche di pulizia relativi alle applicazioni dei prodotti chimici nella manutenzione degli impianti HVAC.

Secondo quanto contenuto nel White Paper, i prodotti sanificanti sono spesso male interpretati e usati in modo improprio. Un prodotto sanificante è una sostanza o un mix di sostanze capaci di uccidere un’alta percentuale di batteri su una superficie (circa il 99,9%) ma non la totalità dei batteri presenti. L’EPA definisce un sanificante come una sostanza o una miscela di sostanze capace di ridurre la popolazione batterica su superfici potenzialmente infette in numero significativo ma non di distruggerla o eliminarla completamente.

Analogamente, la definizione legale di disinfettante dichiara che l’agente chimico “elimina una precisa specie di microrganismo infettivo o altro microrganismo indesiderato, ma non necessariamente le spore batteriche, solo sulle superfici potenzialmente infette “. I disinfettanti sono armi utili contro funghi, virus e batteri.

Su coloro i quali fanno informazione falsata Mark Zarzeczny ha le idee chiare.

“Ho visto operatori nebulizzare e spruzzare nei soli canali di ripresa e poi addebitare costi esorbitanti di intervento “afferma Zarzeczny. Così facendo fanno passare il messaggio che stanno trattando l’intero sistema aeraulico cosa che non è. Ecco perché non sono molto entusiasta di questa gente. Operano in maniera fraudolenta e stanno oscurando il buon nome del settore dell’igienizzazione aeraulica.

Buone prassi per l’uso dei prodotti chimici  

Zarzeczny ed il WP entrambi riconoscono che esistono delle differenze di opinione sull’utilizzo dei prodotti chimici come pure sulle decisioni qualificate prese dai professionisti del settore se consigliare o meno un’applicazione chimica sulla base delle particolari condizioni al contorno del sistema.

“I nostri Soci dovrebbero utilizzare solo le migliori metodologie e tecniche in uso al fine di rimuovere i contaminanti ed assicurare la salvaguardia dell’utente finale” sostiene Zarzeczny.

NADCA sostiene ufficialmente che il miglior metodo di pulizia e decontaminazione dei sistemi HVAC rimanga la rimozione dei contaminanti alla fonte, ma oggi è pur vero che si può ricorrere all’applicazione di prodotti chimici per una varietà di ragioni. Se un tecnico ricorre all’applicazione di un prodotto chimico, sostiene Zarzeczny, il suo utilizzo deve essere conforme alle istruzioni d’uso riportate sull’etichetta.

“È importante che chi fa ricorso ad un prodotto chimico sia consapevole che il prodotto debba essere utilizzato per l’uso indicato dall’etichetta e non per tutto” chiarisce Zarzeczny. I prodotti chimici non sono necessari per  la rimozione della fonte di contaminazione ma possono migliorarne il processo.

In commercio sono presenti anche delle attrezzature che aiutano gli operatori nell’applicazione di prodotti chimici il cui utilizzo sui sistemi HVAC è approvato da EPA.
 

Informare i clienti

Informare i clienti sulla rimozione delle fonti e sull’ efficienza delle attrezzature e delle tecniche è una parte importante del lavoro. “Dico sempre ai miei Clienti cosa faremo. La prima cosa da fare è quello che sappiamo fare meglio: la rimozione delle fonti” afferma Mark Zarzeczny. “Utilizzando correttamente le nostre attrezzature e concentrandoci sulla sola opera di pulizia, riusciamo ad eliminare gran parte degli agenti contaminanti”.

Può accadere che durante l’applicazione di prodotti chimici, a seconda delle circostanze gli ambienti da trattare debbano essere evacuati per permettere un’adeguata ventilazione e lasciare che i prodotti immessi si dissipino in modo sufficiente. L’intera operazione può richiedere dalle 2 alle 8 ore.

Zarzeczny consiglia di spiegare bene di quanto tempo necessitino i prodotti chimici e gli antimicrobici a fare il proprio lavoro. “Per esempio, quando spruzzate un prodotto su una superficie della cucina, nelle modalità d’uso sarà indicato di lasciarlo agire per qualche minuto. Ecco lo stesso accade per i detergenti usati nelle nei condotti e sui componenti”.

E’ fondamentale che i tecnici non affermino di stare sanificando o disinfettando una conduttura; siccome i prodotti chimici non sono efficaci al 100%, il risultato finale non sarà quindi un canale totalmente sanificato o disinfettato.

Inoltre, i tecnici dovrebbero informare il cliente che, una volta riacceso l’impianto, i canali si possono contaminare nuovamente a causa di fattori esterni che esulano dal controllo dei tecnici. “Una volta riacceso il sistema di aerazione, non possiamo infatti controllarlo perché c’è un ricambio ed insieme l’ingresso di aria dall’esterno che potrebbe indubbiamente ricontaminare l’impianto” afferma Zarzeczny.

Vista la crescente richiesta di servizi di sanificazione e disinfezione, gli operatori del settore devono sapere che i loro servizi, dal punto di vista legale, non possono essere venduti come tali. In tutti i casi in cui vengono usati i prodotti chimici per migliorare la rimozione delle fonti dei contaminanti, bisogna comunicare ai clienti cosa tali prodotti chimici sono o non sono in grado di fare: Il loro uso più appropriato e responsabile fa la differenza tra fare un lavoro secondo lo standard approvato da Nadca oppure no.