Dalla normativa alla pratica: come gestire gli impianti aeraulici in era post-Covid

L’esperienza della pandemia da Covid-19 ha lasciato un segno profondo non solo nelle nostre abitudini personali, ma anche nella progettazione, gestione e manutenzione degli edifici. In particolare, l’attenzione sulla qualità dell’aria indoor è diventata una priorità non più procrastinabile. Gli impianti aeraulici, ovvero i sistemi di ventilazione meccanica che trattano e distribuiscono l’aria negli ambienti confinati, sono oggi al centro di un cambiamento epocale: da componenti tecnici invisibili a strumenti fondamentali per la prevenzione e la salute pubblica.

Nuove linee guida e responsabilità crescenti
Durante la crisi sanitaria, numerosi studi hanno confermato il ruolo della trasmissione aerea del virus SARS-CoV-2, soprattutto in ambienti chiusi, poco ventilati e ad alta densità di occupazione. Questo ha portato al rafforzamento delle linee guida internazionali e all’emanazione di provvedimenti nazionali finalizzati a migliorare la qualità dell’aria.
In Italia, le “Linee guida per la prevenzione della trasmissione di SARS-CoV-2 mediante impianti di aerazione/ventilazione nei luoghi di lavoro” sono state integrate con indicazioni operative anche nel settore scolastico e sanitario. La normativa ha stabilito criteri più stringenti su ricambi d’aria, filtrazione, sanificazione e verifica periodica degli impianti.
Come ha dichiarato il Ministro della Salute Orazio Schillaci durante il convegno nazionale “Edifici e Salute” tenutosi a Roma nel settembre 2023: “Abbiamo imparato che la salute pubblica si difende anche con l’aria che respiriamo. Gli impianti di ventilazione devono essere considerati infrastrutture sanitarie al pari dell’acqua potabile.” In quella sede, il Ministro ha sottolineato l’importanza strategica della prevenzione indoor, richiamando l’attenzione dei decisori pubblici e privati sulla necessità di investimenti nella manutenzione degli impianti HVAC come misura sanitaria.

Dal documento alla pratica: cosa devono fare aziende e gestori
Tradurre le normative in azioni concrete è oggi una sfida per tutti gli attori coinvolti nella gestione degli edifici. Facility manager, RSPP, manutentori, progettisti e gestori immobiliari si trovano a confrontarsi con nuove esigenze di trasparenza, tracciabilità e qualità.
Come sottolinea Mark Taylor, esperto di facility management internazionale e membro di IFMA (International Facility Management Association): “Il post-Covid ci impone una nuova visione: la salubrità dell’aria non è più solo una questione tecnica, ma un elemento chiave di reputazione, sicurezza e attrattività degli spazi di lavoro. Un edificio sano è un asset strategico.”

Il ruolo chiave del Protocollo Operativo AIISA
Per aiutare i professionisti del settore a gestire correttamente questa transizione, AIISA ha aggiornato il proprio Protocollo Operativo per l’ispezione e la sanificazione degli impianti aeraulici, uno strumento tecnico che traduce le normative in procedure pratiche, dettagliate e replicabili.
Il protocollo, riconosciuto da ANMDO (Associazione Nazionale Medici di Direzione Ospedaliera), segue un approccio strutturato in otto fasi che vanno dal sopralluogo tecnico al piano di controllo e monitoraggio. Prevede inoltre l’impiego di figure certificate come l’ASCS (Air Systems Cleaning Specialist) e il CVI (Certified Ventilation Inspector), che garantiscono professionalità e conformità agli standard internazionali NADCA ACR 2021.

Perché serve un approccio sistemico
La sanificazione non deve essere intesa come un intervento sporadico, ma come parte integrante di un piano di gestione del rischio ambientale. La sola pulizia occasionale non basta. Occorre programmare:

● Ispezioni tecniche periodiche
● Bonifiche documentate e tracciabili
● Analisi microbiologiche e gravimetriche
● Verifica della funzionalità delle UTA e dei filtri
● Monitoraggio continuo dei parametri indoor

Solo un approccio integrato, basato su dati oggettivi e professionisti qualificati, può garantire ambienti davvero salubri e conformi alle normative.

Conclusioni
“La pandemia – afferma l’ing. Giacomo Saliniti, Responsabile tecnico e docente dei corsi di formazione AIISA – ha accelerato un processo già in atto: riconoscere l’importanza strategica degli impianti aeraulici nella tutela della salute. Oggi più che mai è fondamentale passare da interventi reattivi a una gestione preventiva e programmata. Il nostro Protocollo Operativo rappresenta un ponte tra la normativa e la realtà quotidiana dei tecnici, offrendo strumenti concreti per garantire sicurezza, efficienza e sostenibilità. La qualità dell’aria è un diritto e una responsabilità collettiva: tocca a noi assicurarla.”