
Scuole, uffici e strutture sanitarie al centro di un nuovo quadro per la valutazione e il controllo della qualità dell’aria negli ambienti chiusi
Con la riapertura delle scuole torna al centro dell’attenzione un tema che riguarda quotidianamente milioni di persone: la qualità dell’aria negli ambienti indoor.
Aule, laboratori, uffici e strutture sanitarie sono luoghi nei quali si trascorrono molte ore e dove ventilazione, ricambio dell’aria, sorgenti emissive e corretto funzionamento degli impianti contribuiscono alla qualità dell’ambiente interno.
Proprio sul tema della qualità dell’aria indoor si prepara una novità significativa nel quadro normativo italiano.
Verso un nuovo quadro normativo dal 2028
Lo schema di decreto legislativo Atto del Governo n. 435, presentato dal Governo il 7 agosto 2026, è finalizzato all’attuazione della Direttiva (UE) 2024/2881 relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa.
Lo schema, attualmente all’esame parlamentare, prevede dal 1° gennaio 2028 una disciplina specifica sulla qualità dell’aria indoor per: strutture sanitarie; edifici scolastici; ambienti adibiti a ufficio.
È importante ricordare che si tratta ancora di uno schema di decreto legislativo e che le disposizioni potranno quindi essere modificate nel corso dell’iter di approvazione.
Misurare per conoscere e intervenire
Il nuovo approccio previsto dallo schema non si limita al semplice ricambio dell’aria, ma introduce una valutazione più strutturata degli ambienti.
Devono essere considerate le caratteristiche dell’edificio, l’occupazione degli spazi, le possibili sorgenti emissive e, dove presenti, le caratteristiche e le condizioni di funzionamento dei sistemi di ventilazione meccanica.
Per UTA e sistemi VMC assumono particolare rilevanza elementi quali portate d’aria, distribuzione dei flussi, filtrazione, tempi di funzionamento e manutenzione, insieme a parametri ambientali come temperatura, umidità relativa e CO₂.
Il principio è quindi quello di un percorso strutturato:
conoscere → misurare → valutare → intervenire → verificare.
Quali parametri saranno considerati?
Lo schema individua valori di riferimento per dieci parametri, tra cui benzene, biossido di azoto, formaldeide, monossido di carbonio, PM10, PM2,5, toluene e CO₂.
Tra i valori indicati figurano, come media annuale:
- PM2,5: 10 µg/m³;
- PM10: 20 µg/m³;
- biossido di azoto: 20 µg/m³;
- formaldeide: 10 µg/m³.
Per la CO₂ il riferimento previsto è di 1.000 ppm, valore di riferimento da non superare per singolo campionamento. Si tratta di valori di riferimento e non di valori limite, una distinzione importante nell’interpretazione dei risultati.
Due campagne di rilevazione durante l’anno
Negli ambienti individuati come rappresentativi sono previste due campagne di rilevazione nello stesso anno, ciascuna della durata di almeno due settimane: una nella stagione fredda e una nella stagione calda.
I risultati consentiranno di valutare la qualità dell’aria e, in presenza di criticità, di individuare eventuali misure correttive.
Scuole: non basta aprire le finestre
La riapertura dell’anno scolastico offre un’occasione concreta per riflettere sul tema.
Aprire le finestre può aumentare il ricambio d’aria, ma non rappresenta da solo una strategia completa di gestione della qualità dell’aria indoor.
L’efficacia della ventilazione dipende dalle caratteristiche dell’edificio, dall’occupazione degli ambienti, dalle condizioni esterne e, quando presenti, dalle modalità di funzionamento e manutenzione dei sistemi VMC.
In presenza di criticità, lo schema prevede interventi che possono riguardare l’aumento dei ricambi d’aria, la gestione degli impianti, la sostituzione dei filtri, la pulizia di condotte e griglie e la riduzione delle sorgenti emissive.
Un quadro tecnico in evoluzione
L’attenzione verso la qualità dell’aria nelle scuole si inserisce in un contesto tecnico già in evoluzione.
Nel maggio 2026 è stata pubblicata la UNI 12016:2026, norma dedicata ai requisiti degli impianti di ventilazione meccanica negli edifici per l’istruzione, con particolare attenzione alla qualità dell’aria interna e al risparmio energetico.
Progettazione, gestione e manutenzione della ventilazione assumono quindi un ruolo sempre più centrale nella qualità degli ambienti scolastici.
Il punto di vista AIISA
Per AIISA, la qualità dell’aria indoor non può essere affrontata separando la componente ambientale da quella impiantistica.
Edificio, persone, ventilazione, filtrazione, manutenzione igienica e gestione interagiscono continuamente e concorrono alla qualità dell’aria.
L’evoluzione normativa rende quindi ancora più importante disporre di competenze tecniche capaci di effettuare misurazioni affidabili, interpretare correttamente i risultati e individuare gli interventi più appropriati.
La riapertura delle scuole rappresenta un momento per riportare il tema all’attenzione, ma la qualità dell’aria indoor non è una questione stagionale.
È una componente permanente della qualità degli ambienti nei quali studiamo, lavoriamo e ci prendiamo cura delle persone.
In sintesi
Se confermato nell’iter definitivo, dal 1° gennaio 2028 il nuovo quadro previsto introdurrà specifiche disposizioni per la qualità dell’aria indoor in scuole, uffici e strutture sanitarie, attraverso:
- ricognizione preliminare;
- valutazione del rischio degli ambienti;
- campagne di rilevazione;
- valori di riferimento per specifici parametri;
- verifica dei sistemi di ventilazione;
- individuazione delle criticità;
- eventuali misure correttive.
Un approccio che rafforza un principio fondamentale: la qualità dell’aria indoor deve essere conosciuta, misurata e gestita.
Fonti e riferimenti
Atto del Governo n. 435 – Schema di decreto legislativo recante attuazione della Direttiva (UE) 2024/2881, Senato della Repubblica, 7 agosto 2026.
Direttiva (UE) 2024/2881 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa.
UNI 12016:2026 – Ventilazione degli edifici – Requisiti degli impianti di ventilazione meccanica negli edifici per l’istruzione, in vigore dal 14 maggio 2026.
https://www.edilsocialnetwork.it/qualita-dellaria-indoor-dal-2028-nuove-regole-per-scuole-uffici-e-strutture-sanitarie/